Prima di pubblicare la parte che segue ho inviato al sindaco di Savigno l'e-mail che qui riporto.
In fondo alla pagina la risposta e il mio commento

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From: Mauro Z. Minnella
To: _segreteria@comune.savigno.bo.it
Sent: Friday, September 18, 2009 11:32 AM
Subject: Patrimonio culturale

Al Sindaco e alla commissione edilizia di Savigno

Quella che segue è una pagina che intendo pubblicare nei prossimi giorni sul mio sito www.maurominnella.com
amenochè non abbiate ragioni sufficienti (e devono essere molto forti) per mostrarmi in torto.
Saluti
Mauro Minnella


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Casa a Savigno

Oltre alla Architettura  con la A maiuscola, ne esiste una minore ma certamente non meno importante, quella rustica e spontanea delle abitazioni civili  costruite spesso da sè o da semplici  muratori che ancora più della grande è testimonianza storica del modo di vita e della cultura delle generazioni che ci hanno preceduto.
Ogni paese e territorio anche relativamente ristretto ha delle peculiarità locali proprie differenti dalle altre. Se sono evidentissime in certi casi particolari, come ad esempio i trulli di Alberobello o i  Sassi di Matera,  negli altri casi, pur meno appariscenti, altrettanto differenti. Una casa colonica toscana è completamente differente da una emiliana o romagnola, differenti tra loro anche queste pur nella loro relativa vicinanza chilometrica.
Le successive modifiche apportate nel corso dei secoli, rendono testimonianza dei cambiamenti avvenuti anche a livello culturale degli abitanti di un edificio, e non solo all'inteno delle loro famiglie, ma nella società stessa che li comprendeva.

Inoltre molte case spontanee sono anche belle ed eleganti come le sorelle maggiori, in cui i volumi dei blocchi della costruzione nella loro differenza, anche temporale, si armonizzano bene tra  tra loro, derivati da un senso estetico spontaneo e  naturale e da un comune filo culturale continuativo nel tempo.
Sono comunque e soprattutto un documento storico che va salvaguardato

Guardate questa casa  nella immagine superiore.  Il blocco frontale alto, si presenta forte ed imponente anche in contapposizione ai duei blocchi più bassi. Il ridursi progressivo dell'altezza si traduce in un senso di movimento in avanti, quasi ad indicare una risoluta attivà lavorativa, in effetti è stato un mulino. Inoltre  alla massa verticale si bilancia quella orizzontale dando un denso di stabilità, altrimenti inesistente; anzi il largo spiovente del tetto anteriore sembrerebbe quasi trascinarla  a terra.
La collina degradante alle spalle delimita lo sguardo in uno spazio misurabile e  protetto, dando una sensazione di intima tranquillità e sicurezza .

Ebbene,  questa casa è in demolizione.
Un documento importante per questa zona sta sparendo.

La stessa ora


Che un fabbro possa non avere la cultura necessaria a capire queste cose può essere anche comprensibile,

l'insegna

 ma che ha approvato questo obbrobrio c'e anche una amministrazione comunale, in  particolare la commissione edilizia che la cultura dovrebbe invece averla proprio per la sua funzione, che è esattamente quella di proteggere l'arte l'ambiente e la cultura del proprio paese.

Essa rappresenta, concettualmente e di fatto, anche il livello culturale delle persone che abitano sul territorio, ed in questo caso sicuramente ne viene sminuito e di molto

Resta da vedere, e lo vedremo e sarà riportato su questo documento, cosa seguirà a questa demolizione: forse una falsa (e farsa) ricostruzione di quello che è stato distrutto od una di quelle villette assolutamente tutte uguali, disegnate da un qualunque geometra, tipiche di chi ha guadagnato improvvisamente un po' di denaro, ma non di cultura?  (chi il denaro ce l'ha da lungo tempo, nella maggior parte dei casi ha anche abbastatnza cultura per capire quanto sopra).

Mi sembra che Savigno abbia perso molto ora.

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La risposta da parte del comune:

Le scrivo in merito alla Sua segnalazione pervenuta a mezzo posta elettronica per comunicarLe quanto segue.

L'edificio in questione non è in demolizione e non sta sparendo poiché in data 10/12/2008 con prot. 8674 è stata presentata Denuncia di Inizio Attività per la messa in sicurezza dello stabile comprensiva della demolizione di alcune porzioni semicrollate al fine di eliminare ogni pericolo per la privata e pubblica incolumità in previsione, come dichiarato nella Relazione tecnico-illustrativa allegata, di una completa ristrutturazione prevista previa presentazione di ulteriore pratica edilizia. Trattandosi di un edificio che è sicuramente una testimonianza storica ma che non è classificato o vincolato come bene culturale dalle norme nazionali e locali, può essere soggetto a ristrutturazione edilizia nei termini di legge ossia, ai sensi del punto f) dell'Allegato della L.R. 31/2002, anche tramite demolizione e successiva fedele ricostruzione.
Inoltre devo precisarLe che la disciplina della denuncia di inizio attività non prevede un'approvazione da parte dell'amministrazione comunale bensì si attua, ai sensi degli Artt. 10 e 11della L.R. 31/2002, con il silenzio-assenso a seguito del solo controllo della completezza della documentazione presentata e dell'accertamento che la tipologia di intervento rientri nei casi assoggettati a D.I.A.
E' bene precisare anche che la Commissione Edilizia è un organo non più esistente in quanto sostituito, ai sensi dell'Art. 3 della L.R. 31/2002, dalla Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio che svolge funzioni diverse in quanto, come recepito dall'Art. 42 comma 1 del vigente Regolamento Edilizio sovracomunale dell'Area Bazzanese, esprime pareri solo nel caso di interventi edilizi situati nelle zone e ambiti di tutela ambientale e paesaggistica, derivante da disposizioni statali, regionali o urbanistiche, e negli edifici a qualsiasi titolo vincolati, pertanto la D.I.A. in questione non è soggetta al parere della Commissione Q.A.P.
 
Oltre alle precisazioni sopra riportate Le comunico infine che stiamo attuando gli accertamenti necessari alla verifica della regolarità delle opere in corso di realizzazione.

Restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento porgo distinti saluti.
Arch. Stefano Bartolini
Resp. del procedimento Edilizia Privata
Comune di Savigno
 
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Infine la mia controrisposta:

Prendo atto di quanto mi dice, ma la cosa a mio parere non cambia molto:

A) il risultato sarà una delle due ipotesi che avevo espresso:   "forse una falsa (e farsa) ricostruzione di quello che è stato distrutto
".
Io ritengo ancora, come tantissimi anni fa durante i miei studi di architettura, che la traccia del tempo è parte integrante di una opera: ricostruire qualcosa ormai distrutto,   stravolge sempre inevitabilmente completamente  il senso  del tutto.  In certi casi, quando si fa  opera  di archeologia ,  può essere necessario ricostruire parti mancanti, ma queste devono essere immediatamente ed istintivamente individuabili. ma ripeto in tal caso è un atto archeologico e storiografico.
E' chiaro che quello che ne verrà fuori da questa ricostruzione sarà un  surrogato misto.

Il chè conduce al punto

B) Non ho fatto riferimernto a questioni di legge o meno, ho fatto riferimento alla sensibilità artistica e architettonica che una amministrazione dovrebbe avere verso il proprio patrimonio storico e artistico. Non mi interessa sapere in base a quali leggi è stato possibile, sottolineo solo questa mancanza di sensibilità che ha lasciato che  il fabbricato si degradasse a tal  punto da essere distrutto, perchè ripeto quello che verrò rifatto sarà comunque un falso, una ricostuzione non può essere 'fedele ma solo una patacca fatta  secondo l'idea che ne ha avuto chi ricostruisce ( immagini ad esempio se L'ultima cena di Leonardo per restaurarla fosse stata sbriciolata e qualcuno più o meno a memoria avesse  ridipinto la scena, magari reinglobando un po'  di briciole!).  E  le tante ricostruzioni che si vedono in giro possono dare l'idea dei risultati che ci dobbiamo aspettare. Meglio la distruzione completa, almeno non genera problemi allo stomaco.
  Io credo che se si fosse intervenuto prima, si sarebbero potute adottare tecniche conservative (e sono convinto sarebbero state possibili anche fino a questo momento), e questo mi sembra dovrebbe essere proprio il compito della  'Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio', o almeno dal  nome sembrerebbe.
Naturalmente, il problema non è stato improvviso, la mia foto è di qualche anno fa, prima che fossero aggiunti gazebo, box per auto, insegne ed altre amenità, e già i segnali si vedevano.

C) che poi sia 'sicuramente una testimonianza storica ma che non è classificato o vincolato come bene culturale dalle norme nazionali e locali' è proprio una lampante dimostrazione della mancanza di sensibilità di una amministrazione che avrebbe potuto inglobare il fabbricato tra i beni da tutelare. Certo, se si vuole avere una qualche considerazione della propria storia naturalmente. O questa amministrazione ritiene che si debba aspettare per fare queste cose che siano dichiarati prima 'Beni dell'umanità' dall'UNESCO?

Sono molto spiacente, ma i vostri argomenti non sono forti come richiestovi

Saluti


Mauro Minnella


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Foto di altri esempi di architettura rustica


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